La Classificazione dei Concimi

Classificazione dei Concimi

Le forme sotto cui possono presentarsi i concimi sono diverse e, fondamentalmente sono due: liquida o solida. Riguardo la forma liquida può trattarsi, per esempio, di gas liquefatti, di soluzioni o sospensioni. Per quanto riguarda la forma solida invece, quella che più facilmente troviamo in commercio, il concime può presentarsi sottoforma di granulato, di microgranulato, di polvere oppure in cristalli.
I concimi possono essere classificati secondi diversi criteri, tuttavia, la classificazione più usata e conosciuta è quella merceologica adottata nella normativa comunitaria sui fertilizzanti. Questa classificazione si basa principalmente sugli elementi chimici che compongono il concime e sulla presenza, o assenza, del carbonio legato chimicamente con gli altri elementi della fertilità.
Alcune altre classificazioni poi prendono in considerazione parametri come il tipo di formulato, la solubilità e la funzionalità del concime e dei suoi elementi; tuttavia, queste restano classificazioni secondarie di uso limitato.

In base alla quantità di macroelementi, i concimi si dividono in:
semplici, quando contengono un solo macroelemento (azoto o potassio o fosforo)
complessi o composti, quando, invece, contengono due o tutti i macroelementi; quando ne contengono due vengono detti binari, mentre, quando contengono tutti e tre gli elementi vengono detti ternari.
Secondo la classificazione che tiene conto del contenuto di carbonio legato agli elementi nutritivi, invece, i concimi si distinguono in:

organici, prodotti da un'attività biologica
minerali o chimici, questo tipo di concimi possono avere diversa origine, ossia vengono ricavati: da giacimenti minerali che possono essere stati trattati o meno; dalla lavorazione industriale di prodotti inorganici biologici, oppure per via sintetica
organominerali, ottenuti grazie ad una miscelazione , o da una reazione, di uno o più concimi minerali con uno o più concimi organici